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POLEMICA SERIA sul VINO ⚠️🍷🥂

DEGUSTAZIONE 📺 Tellmewine 08 Set 2024
Degustazione ● 6:00

POLEMICA SERIA sul VINO ⚠️🍷🥂

📺 Tellmewine — 08 Set 2024

📝 Sintesi del video

Rispetto per il Vino: la polemica seria di Angelo Tellmewine

Il mondo dell’enologia vive da sempre su un delicato equilibrio tra cultura, passione e mercato. Ma negli ultimi anni qualcosa si è rotto — o almeno questo è quello che pensa Angelo, sommelier FISAR e voce del canale Tellmewine, che dedica un video intero a una polemica seria e necessaria. Il tema lo ispira un messaggio di un follower su Instagram, Fabrizio, che gli chiede un’opinione su chi in discoteca sciabola bottiglie di Dom Pérignon, le rovescia sull’orologio Rolex per fare le storie sui social. La risposta di Angelo è netta, appassionata e, alla fine, profondamente umana.

Il gesto che ha acceso la discussione: sciabolare Dom Pérignon in discoteca

La sciabolata è un gesto spettacolare — decapitare il collo di una bottiglia di champagne con una sciabola o un coltello, facendo schizzare il vino in modo teatrale. Nelle mani di chi conosce e rispetta il vino, può essere un momento festoso e simbolico in contesti appropriati. Ma quando questo gesto viene usato per versare Dom Pérignon su un orologio Rolex davanti a una telecamera, in discoteca, per ottenere visualizzazioni sui social — Angelo non riesce a trovare parole gentili.

“La mia posizione è assolutamente distante da chi spreca” dice Angelo, cercando di mantenersi il più pacato possibile. Non è un giudizio estetico sulla sciabolata in sé: è una condanna dell’uso del vino come accessorio di status, come oggetto da esibire anziché da gustare.

Il vino come opera d’arte, non come status symbol

Il problema, spiega Angelo, è più profondo del singolo gesto. L’ignoranza — nel senso letterale di mancanza di conoscenza — si propaga come una pianta infestante: “appena ne diffondi un po’, si diffonde a macchia d’olio”. Quando prodotti straordinari come il Dom Pérignon vengono associati pubblicamente all’ostentazione e allo spreco, l’immagine di quell’intero mondo ne soffre.

Un vino come il Dom Pérignon è un’opera d’arte. Dietro ogni bottiglia ci sono anni di lavoro in vigna nella Champagne, affinamenti lunghissimi sui lieviti, selezioni meticolose delle uve nelle sole annate eccezionali. È un prodotto “pensato ed è stato realizzato” per un’occasione completamente diversa da una discoteca. Usarlo come prop per le storie Instagram è, nella visione di Angelo, una mancanza di rispetto verso chi lo ha prodotto.

Angelo tiene a precisare che non sta denigrando nessuna bottiglia specifica — anzi, nel video nasconde quella che ha in mano per non fare nomi. Riconosce anche che alcuni prezzi nel mondo del vino sono gonfiati dal marchio più che dalla qualità intrinseca. Ma questo non giustifica lo spreco: tra una bottiglia da 5 euro e una da 250 la differenza c’è ed è enorme, e entrambe meritano rispetto.

Il percorso giusto: imparare ad apprezzare il vino per gradi

La parte più costruttiva del video è la proposta di Angelo su come si dovrebbe avvicinarsi al mondo del vino. Non si inizia dall’alto — si inizia dal basso, con curiosità e umiltà. Il percorso che Angelo descrive è graduale e significativo.

Si parte da un entry level accessibile, si sale verso un Franciacorta intorno ai 30 euro, poi si esplora uno champagne nella fascia 50-100 euro, e solo dopo — avendone la possibilità e la maturità gustativa — ci si spinge verso le grandi bottiglie come il Dom Pérignon. “Se avessi iniziato a 18-19 anni con il Dom Pérignon tutti i giorni, mi sarei perso un mondo di quello che c’è prima e non avrei saputo apprezzare niente di questi vini fin dall’inizio.”

È un principio che vale in ogni campo: la comprensione profonda arriva attraverso l’esperienza accumulata, non attraverso il salto diretto al vertice. Chi brucia le tappe non capisce davvero cosa sta bevendo — e non può farlo, perché gli manca il contesto.

I grandi produttori che valgono oro a pochi euro

Un’altra verità importante che Angelo vuole trasmettere è che il valore non è necessariamente proporzionale al prezzo. “Esistono grandissimi vigneron che vendono il loro vino a pochi soldi ma che fanno prodotti meravigliosi.” Il mondo del vino è pieno di artigiani appassionati che producono bottiglie straordinarie a prezzi accessibili — gente che ha messo la vita nel proprio vigneto e nella propria cantina, che non ha i budget marketing delle grandi maison ma che esprime il territorio con una fedeltà e un’autenticità difficili da eguagliare.

Ignorare questi produttori per inseguire il logo più famoso è, di nuovo, un errore di prospettiva. Il vino non si valuta dall’etichetta ma dal contenuto — e imparare a farlo richiede umiltà, studio e la volontà di partire dal basso.

Il messaggio finale: il mondo del vino non ha bisogno di certe persone

Il finale del video è il più diretto. Angelo si rivolge esplicitamente a chi usa il vino come strumento di ostentazione: “Non ci servono personaggi del genere all’interno di questo mondo meraviglioso. Statevene pure fuori.” Non è rabbia gratuita: è la voce di qualcuno che ama profondamente quello di cui parla e che non tollera di vederlo svilito.

E poi, quasi a smorzare il tono, Angelo torna umano: “Non voglio che pensiate che io venga qui a dare lezioni. È un percorso di sacrifici, di tempo.” È un promemoria che anche lui è arrivato dove è arrivato attraverso anni di studio, di degustazioni, di errori e di scoperte. La sua critica non viene dall’alto — viene da chi ha percorso quella strada e sa quanto valga ogni passo.

Il vino è cultura, è artigianato, è rispetto per la terra e per chi la lavora. Non è uno sfondo per le storie Instagram.