Merlot Veneto: il Rosso di Villa di Ornella Molon vale 91 punti
Il panorama vitivinicolo del Nord-Est italiano regala spesso sorprese straordinarie, capaci di rivaleggiare con i grandi nomi internazionali. Il Merlot, vitigno a bacca rossa originario del Bordolese, ha trovato nel Veneto una seconda patria d’eccellenza, dando vita a interpretazioni di grande complessità e personalità. Angelo, sommelier FISAR e voce del canale Tellmewine, porta in degustazione il Rosso di Villa 2016 della cantina Ornella Molon, un Merlot veneto che si candida ai vertici regionali con un punteggio di 91 su 100.
Il Merlot in Veneto: un vitigno di casa
Il Merlot è uno dei vitigni internazionali più diffusi al mondo, eppure nel Veneto ha trovato un’espressione territoriale così radicata da potersi considerare quasi autoctona. Introdotto nella regione nel XIX secolo, si è adattato con straordinaria naturalezza ai suoli ghiaiosi e argillosi della pianura veneta e delle colline trevigiane, producendo vini che combinano la tipica morbidezza del vitigno con una struttura e una complessità che sorprendono chi si aspetta semplicemente un vino facile e beverino.
Angelo apre la sua degustazione con una precisazione significativa: definisce il Merlot come “il vitigno più famoso, più diffuso, più utilizzato e forse anche più importante del mondo”. Questa premessa non è retorica, ma introduce il contesto nel quale inserire la valutazione del Rosso di Villa: un Merlot veneto che non vuole scimmiottare i modelli bordolesi, ma che esprime con coerenza il proprio territorio e la propria identità produttiva.
La cantina Ornella Molon e il Rosso di Villa
La cantina Ornella Molon è una realtà produttiva radicata nel cuore del Piave DOC, nel trevigiano, zona che da decenni produce Merlot di grande rilevanza qualitativa. L’azienda prende il nome dalla figura femminile che ne ha guidato lo sviluppo con passione e visione imprenditoriale, costruendo nel tempo una reputazione solida basata sulla qualità delle uve e sulla cura artigianale in cantina.
Il Rosso di Villa è la bottiglia di punta della cantina. Il nome ha una storia precisa, che Angelo racconta con evidente affetto: il vigneto è adiacente alla villa storica dell’azienda, e “rosso di Villa” era il nome antico che la casata utilizzava per indicare il migliore vino rosso dell’annata. Un nome che evoca storia, continuità e identità territoriale, molto più di qualunque termine tecnico o commerciale.
La vinificazione: dalla vendemmia verde alle barrique
Il percorso produttivo del Rosso di Villa è articolato e rivela una cura meticolosa per ogni fase. Tutto inizia già ad agosto, con la vendemmia verde: un’operazione che prevede il diradamento dei grappoli meno maturi sulla pianta, riducendo la resa per ettaro ma concentrando la qualità nei grappoli rimanenti. È un sacrificio produttivo che testimonia la priorità assoluta data alla qualità rispetto alla quantità.
La vendemmia vera e propria avviene manualmente in cassetta, a metà settembre, nel periodo di piena maturazione dell’uva. In cantina seguono diraspatura, pigiatura e una macerazione di circa venti giorni in tini di legno, con rimontaggi quotidiani. Il rimontaggio — versare il liquido fermante sulla cappella di bucce che galleggia in superficie — è una tecnica fondamentale nella vinificazione in rosso per estrarre colore, tannini e aromi dalle bucce in modo graduato e controllato.
Dopo la svinatura, il vino passa in barrique dove completa la fermentazione malolattica, il processo biologico che trasforma l’acido malico in acido lattico, ammorbidendo la struttura e aggiungendo complessità aromatica. Il soggiorno in barrique si prolunga fino alla primavera successiva, regalando al vino una struttura tannica levigata e note terziarie di integrazione legno-vino equilibrate.
La degustazione: visivo, olfattivo e gustativo
All’esame visivo, il Rosso di Villa 2016 si presenta con un rubino intenso, con i primi riflessi granato che cominciano a manifestarsi sull’unghia. Il colore racconta la storia di un vino con otto anni di vita, già in piena evoluzione ma lontano dalla sua fase terminale. Angelo sottolinea la buona longevità: questo vino può andare ancora lungo nel tempo, regalando ulteriori evoluzioni aromatiche agli appassionati della pazienza.
Al naso l’intensità è subito evidente: piccoli frutti rossi sotto bosco, note di tabacco, un accenno vegetale secco tipico del Merlot in evoluzione, e poi cacao e cioccolato che emergono con decisione. È un profilo olfattivo complesso, articolato, con una profondità aromatica che rivela anni di evoluzione in bottiglia e un vitigno in piena maturità espressiva.
In bocca il vino conferma le aspettative. Mineralità e sapidità bilanciano perfettamente la componente alcolica importante — quindici gradi — impedendo che il calore prevalga sulla freschezza. La struttura è armoniosa, e il tannino è descritto da Angelo come “setoso e avvolgente”, segno di una maturazione fenolica completa e di una vinificazione magistrale.
Il confronto con i grandi Merlot veneti e il voto finale
Angelo non si limita a valutare il Rosso di Villa in isolamento, ma lo posiziona nel contesto dei migliori Merlot della regione. Il confronto è con due etichette di riferimento assoluto: il Crosara di Maculan, cantina di Breganze, e il Montepulgo di Masari, altro riferimento del Merlot veneto di alta gamma. La conclusione di Angelo è netta: il Rosso di Villa di Ornella Molon non ha niente da invidiare a queste grandi etichette, collocandosi allo stesso livello di eccellenza.
Il punteggio finale è di 91 su 100, uno dei voti più alti mai assegnati da Angelo nelle degustazioni del canale Tellmewine. Un risultato che premia un vino di rara completezza, capace di coniugare identità territoriale, precisione artigianale e una capacità evolutiva che lo rende interessante sia oggi che nei prossimi anni.