Cantina

Re Manfredi

📖 Descrizione

In Basilicata, nella zona del Vulture, alle pendici del monte Vulture — un antico vulcano spento la cui eredità geologica ha plasmato uno dei terroir vinicoli più unici e affascinanti d’Italia — Re Manfredi produce uno dei vini rossi più straordinari del Mezzogiorno italiano: l’Aglianico del Vulture DOC. Questa cantina è diventata nel corso degli anni un punto di riferimento assoluto per chi vuole scoprire la grande anima vinicola della Basilicata, una regione ancora troppo poco esplorata dagli appassionati di vino.

Il nome “Re Manfredi” è un omaggio a Manfredi di Svevia, re di Sicilia e figlio di Federico II, che nel XIII secolo governò questi territori e li amò profondamente. La sua figura, resa immortale da Dante nella Divina Commedia, richiama un’epoca di splendore culturale e di profonde radici mediterranee, un filo conduttore che lega idealmente il vino alla storia millenaria di questa terra meravigliosa.

Il terroir del Vulture è unico nel panorama vitivinicolo italiano per una serie di caratteristiche che lo rendono irripetibile. I suoli vulcanici, ricchi di minerali e di potassio, conferiscono ai vini una complessità minerale straordinaria. L’altitudine — i vigneti si trovano tra i 400 e i 700 metri sul livello del mare — garantisce escursioni termiche notevoli, fondamentali per la conservazione degli aromi e la freschezza acida dell’Aglianico. Il microclima, influenzato dal Monte Vulture che funge da barriera naturale contro i venti freddi del Nord, crea condizioni ideali per la maturazione lenta e progressiva delle uve.

L’Aglianico è il vitigno principe di questa cantina, una varietà di origini antichissime — probabilmente importata dai Greci nell’antichità — che nel Vulture trova la sua espressione più nobile e longeva. È un vitigno tardivo, che matura nella seconda metà di ottobre quando le prime nebbie autunnali avvolgono le colline, un vitigno che chiede pazienza e dedizione ma che regala vini di straordinaria complessità e longevità.

L’Aglianico del Vulture DOC di Re Manfredi si presenta con un colore rosso rubino intenso, quasi impenetrabile, con riflessi violacei nelle annate più giovani. Al naso esprime una personalità possente e articolata: frutti neri maturi — mora, mirtillo, prugna — si intrecciano con note di pepe nero, spezie orientali, tabacco e un’inconfondibile mineralità vulcanica. In bocca è strutturato, con tannini potenti ma eleganti, una freschezza acida vivace e un finale di lunghezza straordinaria. È un vino che richiede almeno cinque anni di invecchiamento per esprimere pienamente il proprio potenziale, ma che può evolversi splendidamente per decenni.

La cantina produce anche la versione Superiore, che prevede un invecchiamento prolungato in botti di rovere di Slavonia e barriques francesi, raggiungendo vette di complessità e nobiltà che la collocano tra i grandi vini rossi italiani. È un vino da meditazione, da abbinare ai piatti più importanti della cucina lucana — il agnello al forno, il maiale nero di Marzana, i formaggi stagionati — o da gustare da soli, in silenzio, per coglierne tutte le sfumature.

Re Manfredi è la prova vivente che la Basilicata ha molto da dire nel panorama enologico italiano, che nelle sue terre vulcaniche si nascondono tesori di qualità e autenticità che meritano di essere scoperti. Un’azienda che porta con orgoglio il nome di questa regione nel mondo, con vini che rappresentano il meglio di una tradizione viticola millenaria.

🅳 Basilicata 📍 Barile
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